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Covid, bambini o genitori positivi: quali regole adottare a casa per evitare il contagio?

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Quando in famiglia ci sono dei positivi è difficile non contagiare il resto del nucleo. Esistono però delle regole di igiene da adottare per circoscrivere l’infezione e non provocare un focolaio. Quali sono?

Sono sempre più numerose le persone che scoprono di essere positive al Covid 19 e si ritrovano in quarantena o in isolamento domiciliare. Se non ci sono particolari problemi di salute, la vera difficoltà è dividere gli ambienti domestici, per evitare che il contagio dilaghi anche in casa. La situazione può essere molto difficile quando ci sono figli piccoli, come i bambini delle scuole materne o della primaria, oppure non autosufficienti, come i neonati.

Che cosa si può fare? Quali sono le misure da adottare in casa? Può capitare che i genitori siano positivi mentre i bambini risultino negativi al tampone. Oppure il contrario: genitori negativi e figli piccoli positivi. È un tetris difficile da comporre e prendersi cura dei bimbi in questa situazione è complicato fisicamente e psicologicamente. Il consiglio è quello di dividere gli ambienti e soprattutto i bagni (sempre che sia possibile) tra positivi e negativi. I genitori devono indossare sempre la mascherina ffp2 e non devono mangiare con i piccoli, ma possono comunque aiutarli durante i pasti.

Misure di sicurezza domestica

Non sono molte le misure di sicurezza domestica, ma è molto importante seguirle con attenzione. Ricorda sempre di:

  • Indossare la mascherina: i genitori e i bambini con più di 6 anni dovrebbero indossare la mascherina sempre in casa e possono toglierla per mangiare e dormire, con l’accortezza che nella stanza non ci sia nessun altro.
  • Lavare spesso le mani.
  • Rispettare, per quanto possibile, la distanza fisica.
  • Ventilare e sanificare sovente gli ambienti di casa: la procedura - da ripetere quotidianamente in caso di positività e ogni due giorni in caso di contatto con positivo - consiste nel pulire tutte le superfici con un panno umido, per eliminare sporco e polvere; poi è necessario disinfettarle con agenti che uccidono i microbi e infine risciacquare. Le indicazioni dell'OMS suggeriscono l'uso di prodotti normalmente utilizzati nella pulizia e disinfezione anche in epoca pre-COVID, come la comune candeggina allo 0,1% o l'alcol alla concentrazione del 70%. La candeggina è di solito commercializzata al 5% di cloro attivo e va quindi diluita abbondantemente con acqua: 50 ml di candeggina (5 cucchiai) in 2,5 litri di acqua. È molto importante pulire indossando i guanti e cambiare l’aria sia durante che dopo l'uso dei prodotti per la pulizia.
  • Disinfettare i giocattoli: le superfici di contatto, quindi anche i giocattoli, devono essere pulite e disinfettate con alcol o prodotti a base di cloro.

Come proteggere un neonato

Il neonato è sicuramente l’elemento più fragile della famiglia: non è autonomo e ha bisogno non solo di costanti cure ma anche di contatto fisico. Gli esperti dell’Ospedale Bambin Gesù e il Ministero della salute raccomandano di non interrompere l’allattamento al seno.

Le mamme positive possono allattare in tranquillità, seguendo alcune semplici accortezze e solo se non assumano farmaci specifici (in questo caso si rimanda alla valutazione del medico). Il latte, infatti, pare non rappresentare un rischio per la trasmissione dell’infezione. Ciò che invece può essere pericoloso è il contatto fisico, quindi la mamma prima di prendere in braccio il bambino dovrà indossare la mascherina e dovrà lavarsi le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi. Le superfici con cui la mamma viene in contatto vanno regolarmente pulite e sanificate con alcol o prodotti a base di cloro (candeggina).

Se il bambino è in fase di svezzamento, i genitori possono aiutarlo a mangiare. Anche in questo caso, dovranno indossare la mascherina e, in più, un paio di guanti monouso prima di dargli la pappa.

Per quanto riguarda la nanna, non è consigliato il rooming-in. Per chi ha la possibilità, il suggerimento è di spostare il lettino del bambino in un’altra stanza o tenerlo almeno a due metri di distanza dal lettone. È fondamentale arieggiare spesso la stanza.

Fonte | Ospedale Bambin Gesù

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