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Il dono della parola: i pappagalli

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Come si comportano i pappagalli? Qual è il loro carattere? Non esiste una risposta specifica perché ogni pappagallo ha una personalità tutta sua. Il grido è la primaria forma di comunicazione per questi volatili; possono gridare per ottenere l'attenzione da parte di un membro della famiglia, per avvertire i suoi simili di un pericolo imminente o come risposta. Insomma se avete deciso di condividere la vostra abitazione con qualche coloratissimo esemplare tropicale, dovete mettere in conto la giusta quantità di schiamazzi e canti!

Pensate che alcune specie di pappagalli sono molto più rumorose di altre come i Cacatua che potrebbero benissimo svolgere la funzione di sveglia mattutina. Questa bellissima varietà di pappagallo ha infatti  l'abitudine di accogliere il nascere del giorno con impressionati ed acutissime grida; lo stesso vale per gli Inseparabili che hanno una tonalità di canto molto alta: ad alcune persone può risultare fastidiosa ... per altre si tratta invece di vera e propria "musica" da ascoltare.

Anche i pappagalli allevati in cattività amano comunicare con i propri simili, con i componenti della famiglia e perché no ... anche con gli altri animali domestici, cani o gatti che siano. Alcuni esemplari imparano a riprodurre parole ed altri suoni che sentono frequentemente nel contesto quotidiano come l'abbaiare del cane, lo squillo del telefono o il campanello di casa. E qui sta proprio l'aspetto divertente nell'avere in casa un simpatico esponente di questa specie. Però se le urla esagerano significa che c'è qualcosa che non va.

Spesso il pappagallo sente la necessità di comunicare: noia, gelosia, bisogno di attenzione. Come fare quando il chiasso non è più accettabile? L'importante è non sgridare l'animale perché potrebbe agitarsi ancora di più. Limitiamoci a coprire la gabbia con un mantello o portiamolo in un'altra stanza della casa finché non si è calmato.

Canti ed urla possono diventare, a volte delle vere e proprie, forme di comunicazione come nella storia, a metà tra leggenda metropolitana e barzelletta, del piccolo pappagallo grigio africano. Fuggito dalla gabbia, si perde tra le strade di Milano. Viene ritrovato da un passante e portato in una clinica veterinaria. E proprio qui il pappagallo inizia a ripetere all'infinito nome cognome ed indirizzo del suo padrone. Con tanto di numero civico!

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