FESTIVITÀ E RICORRENZE

Perché si fanno i fuochi d'artificio a Capodanno?

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Tutto quello che devi sapere sulla tradizione dei fuochi d'artificio a Capodanno.

Ti sei mai chiesto da dove derivi la tradizione di fare i botti di Capodanno? C'è chi li ama e c'è chi li odia, ma di sicuro non passano inosservati. Anche perché è impossibile non sentirli: allo scattare della mezzanotte tra il 31 dicembre e il primo gennaio di ogni anno è un'esplosione di luci, colori e rumori che non possiamo ignorare. Sappiamo che fanno male agli animali domestici e selvatici, che si spaventano proprio come le persone fragili più a rischio. Ma sappiamo perché si fanno i fuochi d'artificio a Capodanno?

Pare che l'usanza di festeggiare in modo rumoroso l'inizio del nuovo anno sia molto antica. Oggi usiamo botti, petardi, fuochi d'artificio, mentre un tempo c'era chi arrivava addirittura a usare armi da fuoco o altri oggetti che, rompendosi, facevano un gran baccano. L'importante è far rumore. Il motivo è presto spiegato. Secondo la tradizione popolare, i suoni forti erano in grado di tenere alla larga gli spiriti cattivi, intrappolandoli così nell'anno passato e non portandoli dietro in quello nuovo.

A Capodanno bisogna festeggiare in modo rumoroso, perché in questo modo si possono tenere alla larga gli spiriti cattivi, liberando solamente energie positive. Il botto, infatti, è anche un modo per liberare le proprie case, le proprie città e anche le proprie anime da tutto ciò che di brutto abbiamo vissuto nei 12 mesi che ci apprestiamo a salutare, per dare il benvenuto solo al meglio che possiamo immaginare per l'anno nuovo.

Un modo, dunque, per augurare che tutto possa andar bene nei nuovi 12 mesi dell'anno, "rompendo" con il passato e aprendosi ai buoni propositi per l'avvenire. Oggi è più che altro un modo goliardico per festeggiare, con tanto chiasso e qualche effetto scenografico. Un modo che, però, conserva nelle sue radici spiegazioni e motivazioni molto profonde, in vista del nuovo anno.

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