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RACCONTI DI DONNE

Marilisa Allegrini, primadonna del vino italiano.

Potrebbe fregiarsi - con il significato proprio del termine - del titolo di primadonna del vino italiano: Marilisa Allegrini è stata la prima esponente femminile in copertina del prestigioso Wine Spectator. Per questa signora assertiva, affascinante e dalle doti comunicative non comuni, è stata una consacrazione personale legata al lavoro svolto nel marketing dell'azienda di famiglia. Scopriamo insieme la donna che ha collaborato al successo mondiale di un vino come l'Amarone La Poja – battuto a prezzi record in un'asta di Christie's - entrando a buon merito tra le stelle del firmamento enologico.
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Cosa si prova ad essere la prima donna sulla copertina di Wine Spectator?

È stata una grande emozione ma non una sorpresa perché ero al corrente della decisione di Marvin Shanken (leggendario editore di Wine Spectator n.d.a.). In realtà arrivare in copertina è il risultato un lungo lavoro di squadra e più fattori, persone, azienda ed iniziative visibili. Ho cominciato ad occuparmi personalmente del mercato americano nel 1993 e da allora gli sforzi di Allegrini sono stati percepiti e valorizzati. Ha avuto un certo peso anche il nostro mecenatismo artistico tra cui il sostegno al Guggenheim Museum. Nel 2013, per i 30 anni di La Grola e La Poja - i nostri due vini simbolo - abbiamo festeggiato al Solomon Guggenheim Museum di New York, dove successivamente abbiamo sostenuto una mostra di Alberto Burri.

Si dice che il mondo del vino sia ancora molto maschilista. È vero?

34 anni fa, quando sono entrata in azienda, era un mondo maschile più che maschilista. Io non ho trovato tanti ostacoli, forse anche grazie a mio padre che non mi ha mai fatto percepire differenze tra me e i miei fratelli. Io ho potuto esprimere la mia personalità, portando avanti un progetto di famiglia che vuole consolidare il legame tra qualità della vita e mondo del vino. Comunque resta il dato di fatto che una donna per farsi valorizzare ed essere rispettata deve lavorare moltissimo, quasi il doppio di un uomo. Molte colleghe mi hanno raccontato di essersi trovate in difficoltà.

Quali sono i traguardi professionali che ricorda con maggior piacere?

Sono stati molti. Sicuramente essere invitata al Quirinale durante la giornata dedicata alle eccellenze italiane. Nel 2011 sono stata invitata a suonare la campanella di chiusura del Nasdaq e ora sono salita sul palco della New York Wine Experience per parlare davanti a circa 1500 produttori delle migliori cantine del mondo. L'anno scorso siamo diventati la cantina dell'anno per il Gambero Rosso. Ricordo con emozione una degustazione di vini all'interno di Capitol Hill ma al primo posto viene l'acquisizione di Villa della Torre a Fumane, un posto che era già nei miei sogni di bambina.

Quali sono i progetti per il futuro?

Abbiamo tantissimo lavoro con i progetti già in corso! Per cominciare Villa della Torre a Fumane, che è stata acquistata nel 2008, continua ad impegnarci con i restauri. È una dimora rinascimentale, casa padronale della famiglia Maffei e riconducibile alla scuola di Giulio Romano. C'è un'ala ancora chiusa - più delicata perché più antica ed affrescata - a cui mettere mano, tenendo presente che non è Disneyland ma un luogo di cultura. In questi anni, con mio fratello Franco, abbiamo fatto quello che un imprenditore fa in una vita intera. Stiamo consolidando le aziende di Poggio al Tesoro a Bolgheri e San Polo a Montalcino, che sono ancora in fase iniziale e devono frasi notare; San Polo ha le vigne condotte in biodinamica, la certificazione biologica ed è rivolta al futuro, con una cantina in bioarchitettura: sta fungendo da apripista per i progetti legati all'ambiente anche sul territorio della Valpolicella, dove non usiamo più erbicidi da 10 anni e dove abbiamo ottenuto l'attestato di biodiversità. Eravamo un po' scettici ma la scienza ci ha aiutato; vent'anni fa era impossibile fare biologico adesso è completamente diverso. Infine c'è la nuova cantina di Allegrini firmata da Mario Botta. Ce n'è abbastanza per non pensare ad altro.

L'azienda Allegrini nel mondo: che impatto ha avere una donna come ambasciatrice?

Occupandomi di marketing aziendale, sono molto avvantaggiata dal fatto che le bottiglie di vino portano il nome di famiglia. Sono curiosa e amo conoscere le persone. Probabilmente mi aiuta a trasmettere in maniera efficace e nuova i contenuti del mondo in cui opero.

Olivia Chierighini
Scritto da:

Olivia Chierighini

Mi chiamo Olivia Chierighini; sono giornalista, esperta di comunicazione e blogger ma, più di ogni altra cosa, amo occuparmi di cibo, cultura, società e varia antropologia. C’è chi dice io sia una chiacchierona: per una dose quotidiana di humour e ottimismo, mi trovate sul blog OliviaQuantoBasta.

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Paola

Leggo con molto interesse ,le storie di donne che sono diventate affermate imprenditrici e hanno sudato el avorato duro per poi raggiungere dei riconoscimenti, l'Italia ne e' piena e questo ci deve riempire di orgoglio

8 mesi fa

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