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Gli animali più strani del mondo

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Gli animali più curiosi e bizzarri

Gli animali più curiosi e bizzarri
Siamo abituati a vedere innumerevoli documentari, libri e musei che raccontano il mondo naturale, ma spesso quelli che vediamo e ricordiamo sono solo gli animali più diffusi e conosciuti. Esistono moltissimi animali che sono noti al grande pubblico, ma che per caratteristiche fisiche, comportamento e eccentricità risultano essere particolarmente originali e interessanti. 

Ecco 10 esseri viventi che popolano la terra e che sicuramente cattureranno la tua curiosità per la loro stranezza e diversità.

Microcebus: il primate più piccolo
Il Microcebus berthae è il primate più piccolo del mondo: in media misura poco più di nove centimetri e pesa circa un etto. Si tratta di un piccolo lemure che abita le foreste del Madagascar, come molti suoi simili è onnivoro ed è difficile da vedere poiché ha abitudini prevalentemente notturne.
Purtroppo il Microcebus, che è stato scoperto solo nel 2000, è seriamente in pericolo di estinzione a causa della deforestazione delle zone della foreste Kirindy in cui vive. Questo lemure ha grandi occhi ed orecchie ellittiche, muso corto e appuntito, aspetto paffuto con zampe corte e grandi mani dai polpastrelli arrotondati.

Il ‘demone’ mimetico del Madagascar

Questo geco dall’aspetto veramente particolare è stato scoperto per la prima volta nel 1998 durante una spedizione in Madagascar. L’Uroplatus phantasticus è un abile predatore notturno capace di mimetizzarsi in modo molto rapido ed efficace.

Il suo aspetto da diavoletto ha subito catturato l’attenzione del pubblico tanto che oggi è inserito tra le 10 specie più a rischio per il commercio illegale di animali.

Dugongo, l’elefante di mare

Il Dugong dugon è un mammifero relativamente prossimo del lamantino, è un animale acquatico di grossa mole che può superare i 3 metri di lunghezza e raggiungere un peso anche di 500 kg. Viene spesso definito ‘mucca di mare’ o ‘elefante di mare’ per il suo corpo tozzo e compatto e per le sue spesse labbra che possono sembrare simili a una proboscide. 

La sua pelle è, al pari degli altri sirenii, usata principalmente come accumulatore di materia grassa, risorsa che torna utile durante l'inverno come protezione termica dalle basse temperature. Come i cetacei anche il digongo è costretto a risalire a galla periodicamente per immettere ossigeno nel corpo.

L’animale più buffo: l’Axolotl

Il suo volto sembra una maschera divertente, per questo l’Axolotl viene spesso definito l’animale più buffo del pianeta. Questo anfibio vive esclusivamente nel lago Xochimilco, che si trova a pochi chilometri da Città del Messico. 

L’Axolotl quanto nasce è in grado di respirare in acqua come i pesci, ma in seguito a una metamorfosi abbandona l’ambiente acquatico per vivere principalmente in quello terreste. Questa sua particolare conformazione genetica fa in modo che mantenga sempre la dimensione larvale, arrivando a riprodursi pur mantenendo le caratteristiche di un girino.

Blobfish: l’animale più brutto

Definito universalmente come ‘animale più brutto del mondo’ il blobfish è senza dubbio una creatura assurda e dall’aspetto non proprio piacevole. Questa creatura abita gli abissi dell’Oceano Pacifico ed è composta da una massa gelatinosa poco più densa dell’acqua.

Il blobfish, letteralmente ‘pesce blob’, per il suo aspetto gelatinoso, passa le sue giornate ad aspettare che le prede gli passino davanti per mangiare. Nonostante viva in profondità rischia l’estinzione per via delle moderne tecniche di pesca di aragoste e granchi che vengono effettuate scandagliando gli abissi marini.

L’antilope saiga dal naso grosso

Sembra uscita da un film di fantascienza eppure questa antilope abita le steppe semi desertiche dell’Asia. La saiga è facilmente riconoscibile per la sua insolita struttura nasale, grande e flessibile, si ipotizza che serva a riscaldare l'aria d'inverno e a filtrare la polvere d'estate.

Queste antilopi hanno un grande valore nella medicina tradizionale cinese e proprio per questo motivo sono minacciate dal bracconaggio. Le saighe possono coprire distanze considerevoli e attraversare fiumi a nuoto, ma evitano le aree montuose e accidentate.

Il pipistrello Yoda

Scoperto solo nel 2010 nelle montagne della Papua Nuova Guinea, questo pteropodide presenta un muso davvero particolare che richiama il celebre Yoda di Guerre Stellari. Il Ntctimene, non a caso subito soprannominato pipistrello Yoda, è stato visto e classifica in pochissimi esemplari, per questo è ritenuto una specie particolarmente rara e a rischio.

Narvalo, l’unicorno dell’artico

Il narvalo è l'unicorno dei mari, una focena pallida che vive nelle acque costiere e nei fiumi dell'Artico. Nei maschi il dente più sporgente cresce formando una zanna a spirale, come una spada, lunga fino a oltre due metri e mezzo. La zanna d'avorio cresce proprio attraverso il labbro superiore del narvalo. 

Non si sa bene quale sia la funzione di questo ‘unicorno’ secondo gli esperti verrebbe utilizzata in modo dimostrativo nei rituali di accoppiamento. Come altre focene, si muovono in gruppo e si nutrono di pesce, gamberi, calamari e altre prelibatezze marine.

L'ippopotamo pigmeo

Siamo abituate a immaginare l’ippopotamo come un animale di grande taglia, ma ne esiste una specie di dimensioni molto ridotte, è l’Ippopotamo pigmeo che raggiunge gli 83 cm di altezza, 150 cm di lunghezza e un peso di 260 kg. Appena nato questo ippopotamino pesa appena 6 kg ed è poco più grande di un cagnolino di piccola taglia.

Il suo habitat naturale sono le foreste e si nutre prevalentemente di piante acquatiche e alghe. Si trova oggi nelle foreste in Guinea, Sierra Leone, Liberia e Costa d'Avorio.

Il dragone di mare

Il Phycodurus eques, conosciuto comunemente come dragone di mare fogliato o dragone foglia, si contraddistingue per apparire come un piccolo drago in miniatura e per le estremità leggerissime simili a delle alghe che lo aiutano a mimetizzarsi.

E’ il solo membro del suo genere e vive in Australia. Questo buffo animale acquatico è stato scelto per l'emblema ufficiale della marina dello stato dell'Australia Meridionale. Sono pesci solitari che però in età giovanile o nel periodo riproduttivo si riuniscono in branchi composti da non più di una decina di esemplari.

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