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Combatti lo stress da rientro

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Può consolarci sapere che siamo in buona compagnia, dal momento che, secondo le statistiche, addirittura un italiano su quattrovive questo momento con eccessiva ansia, al punto da accusare numerosi disturbi fisici: cefalea, debolezza, senso di sonnolenza, difficoltà a trovare e mantenere la concentrazione, angoscia. Questi acciacchi, fisici e non, sommati alla pesantezza del lavoro e all’avanzare dell’autunno, possono costituire un vero ostacolo alla ripresa della vita quotidiana, e sfociare in una vera e propria sindrome: la sindrome da rientro.

Ma non è il caso di allarmarsi troppo. Si tratta della normale reazione del nostro organismo alla situazione di stress che sta vivendo. Il rientro dalle vacanze è un momento di cambiamento e in quanto tale, come tutti i cambiamenti, in grado di per sé di generare stress. Se inoltre si considera che il passaggio avviene da una ideale condizione di tranquillità e rilassatezza ad una zeppa di impegni, orari da rispettare, pranzi consumati in fretta – senza contare traffico, code, folla - è facile comprendere l’entità dello sforzo che ci è richiesto. Tutto sta nel riuscire a riabituarsi a dei ritmi ed attività che prima delle ferie riuscivamo a sostenere. Uno dei segreti sta proprio nel partire da questa consapevolezza: ce la facevo prima, ce la farò anche ora.

Naturalmente ci riferiamo in primo luogo al lavoro, la fonte principale di stress. Una volta ripreso il proprio posto in ufficio è importante ricominciare gradualmente. È il lavoro arretrato ad affliggerti? Mantieni la calma e comincia adagio. La tua testa è stata a riposo, disabituandosi a mantenere alta l’attenzione a lungo e a memorizzare molte cose. Perciò incontri più difficoltà nel fare le cose che prima ti riuscivano con facilità. Proprio per questo cerca di non strafare durante i primi giorni: la fatica sarebbe tale da scoraggiarti. Meglio un avvio soft! Ponendoti obiettivi semplici non solo ruscirai a svolgere i compiti che ti prefiggi, ma ne otterrai immediata soddisfazione e non rischierai di sovraccaricarti aggiungendo stress a stress. Anche la presenza dei colleghi è un elemento su cui puntare. Il loro sostegno è fondamentale e in più ti danno la confortante sensazione che non sei la sola a ricominciare.

Ma oltre a cercare di non alimentare lo stress, si può anche agire attivamente per allentarne la morsa. Quando, come in questo caso, siamo di fronte ad una forma di ansia passeggera, il training autogeno ci viene in aiuto. Naturalmente qui possiamo proporre solo semplici esercizi che però possono già servire ad ottenere un lieve rilassamento.
Occorrente: 20 minuti di tempo e un luogo tranquillo:

  • Siediti su una una sedia a schienale diritto o sdraiati sulla schiena con un basso cuscino sotto la nuca. Chiudi gli occhi e concentrati su ogni parte del corpo mentre si rilassa.

  • Sposta l’attenzione sul palmo della mano sinistra, quindi in successione, dalle dita al polso, all’avambraccio, al braccio. Idem con mano e braccio destri. Percepisci la distensione di ogni singolo muscolo anche della faccia e del collo, quindi delle spalle, del torace, del dorso, della pancia e, scendendo, delle gambe, dei piedi e delle dita di questi.

  • Stando distesa su un tappeto impara ora a respirare con l’addome, cioè con il diaframma. Poggia una mano sulla parte alta della pancia, sotto le costole, e respira a fondo: se la mano si solleva pochissimo o si abbassa stai respirando con il torace, cioè in modo da favorire l’ansia. Respira invece sollevando l’addome anziché il torace, provando più volte fino a respirare così in maniera abbastanza naturale.

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