ESTERNI

Il giardino Zen

L'acqua, sempre presente, può essere raffigurata anche sotto forma di ghiaia o di sabbia (2 millimetri di diametro) opportunamente movimentata con dei disegni ondeggianti o tondeggianti. Tutti gli elementi, piante e pietre, vanno messe in numero dispari (molto usato il numero 3), in modo da evidenziare la casualità della composizione.
LEGGI IN 3'

Creare un giardino in stile Zen giapponese, il "Karesansui", significa voler dare vita ad un luogo di contemplazione, un ambiente che lasci spazio alla mente di riflettere e agli occhi di ammirare la bellezza della natura. In questo luogo sono presenti gli elementi base, acqua, pietra e piante, che devono venire collocati in equilibrio perfetto.

In un piccolo spazio si devono riprodurre le stesse armonie che la natura offre in modo spontaneo. Posizionando i vari elementi bisogna rispettare l’equilibrio tra spazi pieni e vuoti dando l’idea all’osservatore, tramite la prospettiva, di trovarsi di fronte ad un grande giardino.

GLI ELEMENTI

Le pietre (tobi) vanno posizionate per creare un vialetto, devono sembrare disposte in modo casuale ma in realtà seguono precisi canoni estetici. Il percorso disegnato con le pietre non deve mai essere chiuso e non deve ritornare mai su se stesso, solo in questo modo simboleggia un percorso spirituale. Il tracciato deve portare in un luogo che non è visibile entrando nel giardino e che termini in un prato o un piccolo boschetto.

Per realizzarlo, in occidente, si utilizzano pietre semilavorate in maniera grezza che abbiano una forma irregolare a ‘macchia’. l'acqua, sempre presente, può essere raffigurata anche sotto forma di ghiaia o di sabbia (2 millimetri di diametro) opportunamente movimentata con dei disegni ondeggianti o tondeggianti che richiamino il movimento delle acque.

Piante quali il bamboo,il pino, l’acero, l’azalea, il rododendro, la camelia ma anche il muschio e le felci sono tutte tipiche del paesaggio orientale e sono quelle che vengono maggiormente collocate in questo tipo di giardini perché trasmettono, in chi le osserva, un senso di pace e d’armonia. Il giardino giapponese è verde tutto l'anno con varie tonalità di colore, appare colorato solo durante la fioritura primaverile.


Le vasche e le lanterne in pietra, pergode, sono tipici elementi che fanno parte della tradizione del giardino giapponese. Esistono due tipi di vasche: la ‘kazari’ che è la versione più ornamentale della vasca in pietra, solitamente circondata da una radura di bamboo é posta ad altezza uomo, mentre la ‘tsukibai’ è collocata a livello del terreno e per utilizzarla bisogna mettersi in ginocchio. Le lanterne in pietra sono composte da tre o più elementi dei quali il terzo dal basso è scavato per contenere la candela; a volte è realizzato con differenti forme e stili e termina con un cappello ottagonale o tondo. Chi ha molto spazio può collocare anche un piccolo ponticello in pietra o in legno che deve congiungere zone diverse del giardino zen, come una zona rocciosa ed un boschetto.

IL POSIZIONAMENTO

Per dare un senso prospettico al giardino bisogna collocare le piante più piccole sul fondo mentre le grandi vanno poste al centro. Il laghetto o il corso d'acqua va formati in modo da simulare la forma di un lago che si estende in lontananza. Le pietre vanno posate per formare dei piccoli rilievi montuosi composti da elementi diversi, alternando forme alte e spigolose ad altre più basse e morbide. Tutti gli elementi, piante e pietre, vanno messe in numero dispari (molto usato il numero 3), in modo da evidenziare la casualità della composizione, simile a quella presente in natura. Per lo stesso motivo le linee geometriche devono apparire irregolari, casuali come fossero disordinate. La lanterna dovrebbe essere sempre posizionata vicina ad un luogo di sosta e non deve essere visibile appena entrati nel giardino.

Leggi anche:

Articoli più recenti in questa sezione