INGREDIENTI E CURIOSITÀ

Quanti tipi di caffè esistono e le miscele migliori per fare i dolci

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Non c’è come entrare in una torrefazione per aver voglia di assaggiare decine di caffè diversi. Ma perché sono così tanti? E se sono così diversi tra loro, come si scelgono? Segui le prime indicazioni per esplorare il mondo attraverso la bevanda più amata.

Sappiamo che il caffè ebbe origine in Etiopia – ancora oggi uno dei paesi d’elezione per chi vuole scegliere un buon prodotto – ma che la coltivazione si diffuse nel mondo dal porto yemenita di Mocha dopo il XV secolo. In Yemenl’industria del caffè era già fiorente: i viaggiatori si recavano in Arabia, scoprivano questa bevanda servita con appariscenti caffettiere e, una volta assaggiata, cercavano di commerciarla anche nei propri paesi di provenienza. Nel corso dei secoli la nera tazzina ha influito sulla storia politica, economica e sociale di molte nazioni, venendo considerata un genere di consumo essenziale anche nei periodi di scarsità di generi alimentari.

DOVE CRESCE IL CAFFÈ?

Considerando l’equatore come valore di riferimento, il caffè è coltivato nella fascia tropicale compresa tra il 28° parallelo nord e il 30° sud. Le zone di coltivazione vanno dal livello del mare fino a 1.500 metri di quota, motivo per cui si parla di “caffè di montagna”. A partire dall’arabica Santos del Brasile e dal Medellin colombiano, passando per i potenti caffè africani e i raffinati caffè indiani, si può fare il giro del mondo per arrivare fino alle minuscole e pregiate coltivazioni delle Hawaii.

QUANTI TIPI DI CAFFÈ ESISTONO?

All’interno della famiglia Coffea ci sono almeno 25 famiglie diverse ma, per semplificare, si dividono in due specie principali, la Coffea Arabica e la Coffea Canephora Robusta. I chicchi di Arabica sono i più pregiati: è un tipo di caffè che non richiede miscelazione e addirittura si possono apprezzare i profumi di provenienza persino di lotti molto piccoli, come avviene con il cru di un vino. La Robusta, invece, è ampiamente usata per ottenere le miscele da bar per amanti dell’espresso nero e ristretto - che solo gli italiani riescono a bere – perché presa da sola non è gradevole.

COME SCEGLIERE LA MISCELA MIGLIORE

Ad ogni caffè appartiene un tipo di tostatura, che è il processo di lavorazione indispensabile per sviluppare gusto e aroma. In genere, i caffè a tostatura più scura tendono a perdere acidità, mentre quelli a tostatura più chiara tendono a sviluppare un’acidità più alta. Con una tostatura media si ottiene un caffè ideale per macchine da espresso, particolarmente adatto al mattino anche con aggiunta di latte o panna. Il caffè a tostatura scura acquisisce progressivamente un gusto più forte e pieno, indicato per chiudere un pasto, quando si avverte la necessità di un sapore intenso capace di armonizzare con la ricchezza del cibo. Per un caffè con panna, potresti scegliere una caffè a tostatura molto scura.

Dal carattere di base di un tipo di caffè si possono ricavare miscele interessanti, anche se i caffè migliori si apprezzano realmente da soli e non miscelati.

Per la preparazione dei dolci dovresti scegliere caffè di pura arabica, per evitare retrogusti spiacevoli. Per l’abbinamento con il cioccolato sono particolarmente consigliati caffè colombiani con una buona acidità e un retrogusto fruttato o floreale, mentre per il classico tiramisù e in abbinamento con creme o dolci burrosi, dovrai preferire un caffè africano molto tostato.

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