PAPÀ E ADOLESCENZA

Sei forte papà!

Un mondo senza papà non si potrebbe neppure immaginare. Eppure, tra i due genitori, il papà è quello che di solito sta in secondo piano, vive da comprimario quasi all'ombra della madre, da sempre più a contatto con i figli e sentita da questi anche un po' più vicina a loro.
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Soprattutto, poi, da quando la donna ha cominciato finalmente a godere di diritti più equi e a conquistare il mondo del lavoro, da secoli predominio maschile, la figura del papà ha iniziato a perdere la sua connotazione principale. Se prima la mamma stava in casa e il papà andava al lavoro, ora che vanno al lavoro entrambi è il papà a rimetterci un po’ della sua identità, mentre il forte ruolo biologico della madre resta intatto se non ne esce addirittura rafforzato.

Ma non per questo il padre deve rinunciare al suo di ruolo, che anzi si è fatto più ampio, importante e difficile di un tempo. E bisogna ammettere che i nuovi papà ce la stanno mettendo tutta per fare del loro meglio, in questa difficile trasformazione. Certo sbagliano un po’, ma l’intenzione è sicuramente buona. Forse ciò che manca ai papà del giorno d’oggi è proprio un pizzico d’incoraggiamento. Quale giorno migliore della loro festa per ricordargli che gli vogliamo bene e che devono continuare nella strada intrapresa al nostro fianco senza arrendersi? Ecco perché questa giornata non deve assolutamente passare in secondo piano, ma anzi ricevere finalmente tutta l’attenzione che merita!

Invece, dopo circa un secolo d’esistenza la festa del papà comincia a soffrire un po’ di stanchezza. Nata agli inizi del ‘900 negli Stati Uniti, in principio la giornata del papà cadeva nel mese di giugno e non aveva nulla a che vedere con il giorno di San Giuseppe. Ancor oggi nei paesi anglofoni il papà continua ad essere festeggiato in una giornata di giugno. Ma dopo che fu portata in Italia, venne naturale far coincidere la festa del papà con quella di San Giuseppe, papà di Gesù e figura paterna per eccellenza, un esempio per tutti i padri. I dolci tradizionali di questa ricorrenza sono le zeppole, ed è tradizione che i bambini offrano un dono al loro papà. Una tradizione bellissima divenuta ormai un rito consumistico di cui il mercato si è appropriato, sminuendone il valore.

Festeggiare non significa semplicemente limitarsi a fare un regalo. Se il papà moderno è un po’ in crisi ciò avviene anche perché il dialogo con i figli e il tempo passato con loro diminuisce sempre più. Se mezzo secolo fa i genitori parlavano almeno 25 minuti ogni settimana con i propri bambini, all’inizio del 3° millennio i minuti sono scesi a 8. Questo succede anche per colpa dei papà, ma non solo. Ecco dunque che questa festa può porsi come occasione speciale per abbandonare questa cattiva abitudine e riavvicinarsi. Dire ai bambini di spegnere la TV e lasciare da parte i giochi al computer per poche ore e cercare di stare un po’ di più con il loro papà non è certo chiedere troppo e farebbe bene ad entrambi. Si tratta sicuramente di un regalo più prezioso e gradito di tanti oggetti materiali.
Tanti auguri papà!

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