CRESCITA

Guida semiseria di sopravvivenza per mamme di universitari fuori sede

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Prima o poi doveva succedere: tuo figlio va a vivere da solo, o con dei perfetti estranei, in un’altra città. La decisione è ponderata, condivisa e presa ormai da tempo, ma vedere la sua cameretta vuota ti stringe il cuore. Il tuo bambino è ormai un adulto e per almeno tre (se non cinque o più anni) vivrà lontano da casa per frequentare l’Università

Nella testa di una mamma si affollano mille dubbi e preoccupazioni: avrà nostalgia di casa? Mangerà a sufficienza? Sarà in grado di farsi il bucato o andrà in giro con lo stesso paio di jeans per un intero semestre? Ma soprattutto: come farà a sopravvivere senza la sua adorata mamma? 

La buona notizia è che se la caverà benissimo, quella meno buona è che probabilmente il distacco peserà molto di più ai genitori che alla neo-matricola. Ma ci sono tanti buoni motivi per non lasciarsi abbattere: in casa si libera una stanza che potrai riconvertire in una biblioteca, come hai sempre sognato, o in una palestra per invitare le amiche e fare pilates (sempre che tuo marito non voglia rimpiazzare il letto con un biliardo). Avrai la scusa buona per visitare la città dove studia tuo figlio e organizzare weekend romantici nei dintorni: l’importante è dargli un minimo di preavviso. Vietato piombargli in casa, a meno che sia lui a invitarti. 

Una volta dentro l’appartamento, la perfetta Madre di Universitario Fuori Sede farebbe meglio a rispettare la regola numero uno: non mettersi a passare l’aspirapolvere (sempre che ce ne sia uno) anche se il monolocale ne avrebbe disperatamente bisogno, non rassettare nulla, non disinfettare niente. Il figliol prodigo dovrà cavarsela da sé in mezzo ai germi ed evolvere in un adulto responsabile. È la legge di Darwin.

Quando torna a casa in visita nel fine settimana evita di rispedirlo al mittente carico di manicaretti in grado di sfamare un esercito. Specialmente se si sposta in treno, fare il viaggio con teglie di lasagne al seguito potrebbe non rivelarsi molto pratico. Stai tranquilla: non si nutrirà solo di pizza surgelata per mezza decade. O forse sì, ma non ci sono prove scientifiche che questo ne rallenti la crescita.

In quanto a telefonate, lascia che chiami lui. Da quando le interurbane non sono più un problema, il rischio è quello di assillarlo in continuazione. E se fosse lui a chiamarti per chiederti ogni genere di consiglio: in quanti minuti cuociono le penne rigate? Qual è il ciclo giusto per le magliette a maniche corte? Qual è la capitale del Turkmenistan? La verità, anche se non vuole ammetterlo, è che gli manca la mamma.

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