SCUOLA

Compiti a casa, sì o no?

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I nostri figli sono tornati da poco sui banchi di scuola e molti genitori si chiedono se, invece di passare un pomeriggio a fare i compiti, non sia più sano e costruttivo lasciarli liberi di svagarsi un po’, magari dedicandosi ad altre attività altrettanto importanti per la crescita, come praticare uno sport, imparare una lingua straniera, suonare uno strumento. O semplicemente permettere loro di trascorrere il proprio tempo libero scatenando la fantasia, leggendo un libro, disegnando, giocando e socializzando con gli amichetti. 

Il dibattito è caldo e già da qualche anno alcuni insegnanti americani, sfidando la prassi didattica, hanno deciso abolire i compiti a casa. L’idea è stata accolta con sospetto da alcuni genitori, con entusiasmo da altri.  

Anche in Italia se ne parla molto: quest’anno, il primo giorno di scuola, è diventata virale la lettera di un papà che ha esonerato il figlio dai compiti delle vacanze: il piccolo Mattia, 13 anni, quest’estate non ha fatto i compiti ma si è dedicato ad attività “extracurricolari” concordate assieme ai genitori: piccoli lavori domestici, gite in bici con tutta la famiglia, un corso di elettronica che tanto lo appassiona.  

Voi avete nove mesi circa per insegnargli nozioni e cultura, io tre mesi per insegnargli a vivere. Sono convinto si ripresenterà fresco e riposato nonché volonteroso per il nuovo anno scolastico” scrive il papà di Mattia. In rete c’è chi ha condiviso la motivazione del papà e chi invece ha ribadito che i compiti servono come ripasso delle nozioni apprese durante l’anno.   

Le direttive del Ministero vanno nella direzione della libertà: con una circolare ministeriale del 2012 si lasciano liberi gli istituti e gli inseganti di decidere in autonomia se assegnare i compiti agli alunni. È del 1969, invece, la circolare che impone alle scuole elementari e medie di non assegnare compiti a casa da consegnare il giorno dopo a quello festivo: ovvero niente compiti durante il weekend e niente interrogazioni di lunedì. La libertà d’insegnamento si scontra però con un’etica educativa e pedagogica molto soggettiva, docenti vecchio stampo e altri più liberali. 

I genitori devono avere un ruolo attivo nel processo decisionale sul tema dei compiti a casa: il rappresentante di classe, d’accordo con le altre mamme e papà, può confrontarsi con il collegio docenti ed esprimere una preferenza, discutere le criticità e collaborare con i professori per trovare insieme la soluzione giusta. Non ti resta che capire quale posizione prendere. Tu cosa pensi del carico di lavoro extra scolastico dei tuoi figli? È sostenibile? Qual è il tuo pensiero relativamente ai compiti a casa? Sei favorevole ad abolirli o ritieni che siano formativi?

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Marina

Compiti a casa certamente ma senza esagerare.I compiti delle vacanze fanno sì che i ragazzi non perdano la memoria di ciò che hanno appreso e la esercitino. Non sono d'accordo però per quei genitori che fanno svolgere i compiti appena chiudono le scuole. Ecco quegli esercizi svolti tutti insieme non servano a nulla, è come se il ragazzo non l'avesse mai fatti. Mentre essi devono esser frazionati nei mesi e svolti poco alla volta.

12 mesi fa

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