PRIMA INFANZIA

Come togliere il ciuccio al bambino

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Eliminare il ciuccio può essere facile, soprattutto se il bambino è pronto psicologicamente a questo passaggio. Ecco qualche consiglio per non traumatizzarlo e accompagnarlo serenamente.

Il ciuccio è per molti bambini (e altrettanti genitori) un vero e proprio alleato. Ha fame ma deve aspettare ancora un pochino, ha sonno, ha bisogno di rilassarsi o semplicemente si annoia? Il ciuccio, che non a caso gli inglesi chiamano pacifier, riesce a soddisfare tutte queste esigenze, tranquillizzandolo. Arriva però un momento in cui il bimbo si deve ovviamente staccare da questa abitudine, che alla lunga può non essere sana, soprattutto per lo sviluppo dei denti.

A che età togliere il ciuccio?

Nei primi 18 mesi di vita l'istinto di suzione, e quindi la necessità del bimbo di mettere in bocca qualunque cosa, è naturale, dopo i due anni supera completamente questa fase. È dunque ragionevole pensare di togliere il ciuccio tra i 2 e i 3 anni di vita, senza forzarlo in modo eccessivo. Se fin dall'inizio non abituate il bambino a tenerlo in bocca tutto il giorno, ma lo riservate a delle situazioni ideali, come la nanna o i momenti di stanchezza, sarà decisamente più facile.

Come aiutarlo ad abbandonare il ciuccio?

- Prima di tutto bisogna rispettare i tempi del bambino. Così come per il pannolino, vi accorgerete che il vostro piccolo è pronto per compiere quel passo semplicemente osservandolo. Noterete che il ciuccio inizierà ad assomigliare a uno dei suoi tanti giocattoli. A questo punto toglierlo non sarà un trauma.

- Accompagnatelo gradualmente verso l'abbandono: iniziate a ridurre i tempi dell'uso del ciuccio. Intorno ai 20 mesi, potreste dare delle regole, per esempio si usa solo per la nanna.

- Se frequenta il nido, chiedete alle maestre di seguirvi e aiutarvi in questa fase molto delicata.

- Per toglierlo completamente, potrebbe essere indicato attendere le vacanze. Il bambino sarà coccolato dai genitori, magari lontano da casa e dalle sue abitudini. Cosa dirgli? Per esempio, che lo avete semplicemente dimenticato e che dovrà farne a meno.

- Un'alternativa è inventarsi una storia: è partito, perché si è accorto che un bimbo aveva più bisogno di lui, è stato chiamato sul pianeta dei ciucci perché ormai è troppo vecchio, o quello che preferite.

- Mai mortificare il bimbo con frasi del tipo: "Ormai sei grande, ma non ti vergogni?"

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