DANZA

Balla balla, ballerina

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Lo studio, che ha preso in esame le danze con cui vengono disputate le Olimpiadi di ballo (valzer inglese e viennese, tango, quick step) e le principali danze latino-americane, ha evidenziato come l’intensità degli sforzi compiuti è paragonabile a quella di sport come il ciclismo, lo sci, il tennis o il calcio. Sforzi che impegnano intensamente l’organismo migliorandone l’efficienza complessiva.

Naturalmente c’è una differenza tra il tipo di sforzo compiuto da chi si dedica al ballo in maniera agonistica e chi invece lo pratica per semplice diletto. Tuttavia, come ha spiegato il dottor Faina autore dello studio, l’indagine ha preso in esame non solamente soggetti dediti all’agonismo ma anche persone tra i 36 e i 45 anni e oltre i 55 anni che praticavano il ballo come attività ricreativa; i dati raccolti attraverso la misurazione del consumo di ossigeno, della produzione di acido lattico, della frequenza cardiaca e della forza esplosiva, hanno rivelato che in ogni caso l’impegno fisico prodotto dai ballerini, professionisti o meno è di assoluto rilievo.

Se si vuole fare un paragone, prosegue Farina, il ballo è assimilabile al tipo di sforzo prodotto tipicamente dagli sport di squadra, poiché alterna fasi di grande sforzo muscolare a fasi a fasi di prolungata attività aerobica a bassa intensità. Naturalmente a seconda delle tipologie di ballo ci posso essere alcune differenze: un valzer comporta un tipo di sforzo esplosivo molto minore rispetto a un ballo saltato come il quick step.

Proprio balli come il valzer viennese, il cha cha cha o il paso doble, sono particolarmente indicati per un miglioramento dell’efficienza dell’apparato cardiocircolatorio, poiché stimolano la capillarizzazione dei tessuti, la vasodilatazione periferica, il controllo della pressione arteriosa, l’aumento del colesterolo “buono” e l’abbassamento della glicemia.

Chi invece mira ad un miglioramento della potenza muscolare sceglierà balli ad elevato costo energetico, con un grande impiego di attività aerobica e anaerobica ed elevato impegno muscolare, come ad esempio il quick step. L’ideale, continua il dottor Farina, sarebbe quello di praticate balli sia di un tipo che dell’altro per ottenere il massimo del beneficio fisico.

Il ballo inoltre è un attività che si rivela molto utile anche per le persone anziane. Infatti spiega il dottor Farina, la danza è utile nel contrastare il decadimento del sistema nervoso, e contemporaneamente migliora il tono muscolare e l’equilibrio. Solamente nel caso di parte persone che soffrano di specifiche patologie alcuni balli posso risultare sconsigliabili (ad esempio i balli saltati per persone che soffrano di artriti o i balli a elevato impegno muscolare per persone ipertese).

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