2018/08/17 14:59:0519001

ADOLESCENZA

Adolescenza e scuola: malesseri e disagi tra i banchi

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La scuola vuole impegno e senso di responsabilità. Per i bambini è la prima prova “da grandi”, per i ragazzi un’ulteriore test in un momento molto delicato in cui la loro personalità é in fase di definizione. Ogni ciclo scolastico risponde alle esigenze educative in base all’età di riferimento.: studiare è faticoso e quando entrano in gioco insicurezze, difficoltà, la fatica cresce.

I ragazzi delle superiori, in particolare, hanno un programma di studio da rispettare ma contemporaneamente hanno bisogno di socializzare con i compagni ,e questo relazione non sempre rende le cose facili. Inoltre cambiano ciclo scolastico in un momento di grandi cambiamenti a livello psicologico fisico ed emozionale chiamato adolescenza. Come non comprenderli? 

Malesseri e disagi degli adolescenti tra i banchi di scuola 

Inseriti in un nuovo ciclo di scuola dove entreranno in contatto con un gran numero di professori e materie, oltre che con ragazzi di differenti realtà di provenienza, con svariati tipi di carattere e di approccio allo studio e nei confronti degli insegnanti. Alcuni faticano ma “resistono” altri reagiscono con forme di paura ed ansia.

Fobia della scuola non solo per chi ha difficoltà nello studio ma anche per chi è nell’elenco dei più diligenti. Si tratta comunque di ansia da prestazione.

Gli adulti di riferimento, genitori ed insegnanti, hanno il compito di rassicurare il ragazzo, cercando di “allegerire” la situazione senza però sottovalutare il malessere.

Inoltre, è compito degli adulti sostenerlo ma non allontanarlo dalle prove che lo attendono e che spetta ad ogni età. Cercare di non essere protettivi al punto da non lasciare libertà di esprimersi ed agire al ragazzo. Cercare di ascoltare i suoi bisogni considerando che le reazioni si differenziano da persona a persona in base alle esperienze e alla storia personali, alle motivazioni di tipo socioculturale o causate dalla stessa realtà scolastica.

Come consigliarlo? E’ bene non chiudersi a riccio, entrare in gruppi ricreativi, in cui si faccia sport, teatro, corsi di disegno o fotografia, per dare solo alcuni esempi. Condividere con i coetanei le stesse passioni e gli stessi ideali, trovare punti di appoggio e modelli di riferimento tra educatori o allenatori può aiutare i giovani ad aprirsi e sentirsi “normali”. In fondo non è difficile ritrovare e comunicare con ragazzi dalle esigenze simili alle proprie.

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